Requisiti, concorsi, graduatorie e abilitazione per diventare insegnante: novità in arrivo per la fase transitoria.

La riforma del percorso per diventare insegnanti di ruolo è stata introdotta dalla legge 79/2022, la quale prevede nuovi concorsi.

Nel presentare le linee programmatiche, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato modifiche alle procedure concorsuali e una fase transitoria per risolvere il problema del precariato.

Il nuovo sistema di formazione iniziale e accesso al ruolo per i docenti della scuola secondaria prevede i seguenti step:

  • Un percorso universitario e accademico abilitante di formazione iniziale, corrispondente a non meno di 60 CFU/CFA.
  • Un concorso pubblico nazionale, indetto su base regionale o interregionale.
  • Un periodo di prova in servizio della durata di un anno, con test finale e valutazione conclusiva.

Queste novità introdotte dalla legge 79/2022 mirano a rinnovare il sistema di reclutamento degli insegnanti di ruolo, fornendo loro un percorso formativo adeguato e un concorso pubblico nazionale che permetta loro di dimostrare le loro competenze e conoscenze in maniera più equa e trasparente. Inoltre, la fase transitoria aiuterà a risolvere il problema del precariato, offrendo maggiore stabilità ai docenti.

Requisiti per partecipare al concorso

Per diventare docenti nella scuola secondaria di primo e secondo grado all’interno del nuovo sistema, è necessario superare il concorso, il quale rappresenta il secondo passo. Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 59/10 del DL 73/2021 (convertito in legge n. 106/2021), i concorsi devono essere banditi annualmente.

I requisiti ordinari per partecipare al concorso sono stabiliti dall’articolo 5 del D.lgs. 59/2017, il quale è stato modificato dall’articolo 44 del DL n. 36/2022 (convertito in legge n. 79/2022). Gli aspiranti che desiderano partecipare al concorso devono possedere i seguenti requisiti:

1. per i posti comuni:

laurea (magistrale o magistrale a ciclo unico oppure diploma AFAM di II livello oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso) + abilitazione specifica per la classe di concorso di partecipazione (abilitazione che si consegue tramite il percorso universitario e accademico abilitante di formazione iniziale di cui sopra);

2. per i posti di ITP:

laurea oppure diploma AFAM di I livello (oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso) + abilitazione specifica per la classe di concorso di partecipazione (abilitazione che si consegue tramite il percorso universitario e accademico abilitante di formazione iniziale di cui sopra);
sino all’a.s. 2024/25 (ai sensi dell’articolo 22/2 del D.lgs. 59/2017), titolo di studio che dà accesso alla classe di concorso, ossia con il solo diploma;

3. per i posti comuni e di ITP:

titolo di studio d’accesso alla classe di concorso + tre annualità di servizio (ai sensi dell’art. 11/14 della legge 124/99), anche non continuative, svolte negli ultimi cinque anni presso le scuole statali, di cui una specifica ossia prestata nella classe di concorso di partecipazione (il predetto servizio va maturato entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione al concorso);

4. per i posti di sostegno:

– titolo di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità.

Requisiti per la fase transitoria

Il DL 36/2022 prevede una fase transitoria di assunzione che durerà fino al 31 dicembre 2024. Durante questa fase, gli aspiranti che possiedono i seguenti requisiti possono partecipare al concorso:

Titolo di studio che consente l’accesso alla classe di concorso e almeno 30 CFU/CFA del percorso universitario e accademico di formazione iniziale. Questi aspiranti completeranno il percorso sopracitato e otterranno l’abilitazione durante il primo anno di contratto a tempo determinato.

Titolo di studio che consente l’accesso alla classe di concorso e 24 CFU (richiesti come requisito d’accesso al concorso secondo il precedente ordinamento) conseguiti entro il 31 ottobre 2022. Questi aspiranti completeranno il percorso universitario e accademico abilitante di formazione iniziale e otterranno l’abilitazione durante il primo anno di contratto a tempo determinato.

Requisiti per abilitati e non abilitati

Nella fase in cui la riforma sarà pienamente attiva, sia gli abilitati che i non abilitati potranno partecipare al concorso. Lo stesso vale anche per la fase transitoria. La differenza è che, durante la fase transitoria, i non abilitati dovranno possedere almeno 30 CFU/CFA del percorso universitario o i 24 CFU/CFA richiesti in precedenza, mentre, in modo strutturale, i non abilitati dovranno aver svolto i tre anni di servizio come indicato in precedenza.

Tuttavia, si ricorda che si sta ancora aspettando il DPCM previsto dalla legge, che avrebbe dovuto essere pubblicato entro il 31 luglio, ma al momento non è stato ancora rilasciato. Sarà il prossimo governo ad occuparsene e potrebbero esserci modifiche rispetto a quanto previsto.

Concorso: prove

Il concorso (ai sensi del D.lgs. n. 59/2017, come modificato dal DL n. 73/2021, convertito in legge n. 106/2021, e dal DL n. 36/2022, convertito in legge n. 79/2022) si articola in:

prova scritta, consistente in più quesiti a risposta aperta (ciò per i concorsi banditi a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge 79/2022 e in attesa che vengano emanate le linee guida sulla metodologia di redazione dei quesiti, da parte dell’apposita commissione istituita con decreto del Ministro dell’Istruzione);
prova orale, nella quale si accertano, oltre alle conoscenze disciplinari, le competenze didattiche e l’abilità nell’insegnamento anche attraverso un test specifico;
valutazione dei titoli;
graduatorie di merito degli abilitati, stilata in base ai punteggi delle prove e dei titoli, in cui entrano a far parte anche gli idonei (provvedimento quest’ultimo previsto sempre dal DL 36/2022, che ha novellato al riguardo il DL 73/2021);
graduatorie di merito dei non abilitati, stilata in base ai punteggi delle prove e dei titoli; sottolineiamo che il DL 36/2022 ha previsto l’inserimento in GM degli idonei solo per la graduatoria degli abilitati.

Si evidenzia che fino al 31 dicembre 2024, la prova scritta del concorso potrebbe essere preceduta da una prova preselettiva d’accesso, che condurrà alla stessa prova scritta. A tal fine, entro trenta giorni dalla pubblicazione del bando di concorso, il Ministro dell’Istruzione proporrà la suddetta prova preselettiva al Presidente del Consiglio dei Ministri, che emanerà il relativo decreto.

n. 2 Graduatorie di merito

Al termine del concorso, come detto sopra, viene stilata la graduatoria di merito, in realtà le graduatorie sono due:

  • quella dei docenti che hanno partecipato al concorso con l’abilitazione;
  • quella dei docenti che hanno partecipato al concorso senza abilitazione: docenti con titolo di studio e 3 anni di servizio (vedi sopra), requisiti previsti strutturalmente; docenti con titolo di studio e 30 CFU/CFA ovvero 24 CFU/CFA (vedi sopra), requisiti previsti per la sola fase transitoria.

Si precisa che i vincitori di concorso abilitati vengono immessi in ruolo con priorità rispetto ai vincitori non abilitati. I vincitori non abilitati, inoltre, possono essere assunti solo se rimangono posti vacanti e disponibili, entro il limite delle assunzioni annuali autorizzate.

È importante sottolineare che dopo il concorso e la formazione di due graduatorie separate, il percorso dei vincitori abilitati e di quelli non abilitati differisce:
i vincitori abilitati vengono subito assunti in ruolo e sottoposti al periodo annuale di prova in servizio;
i vincitori non abilitati sono assunti con contratto a tempo determinato, stipulato con l’USR cui afferisce l’istituzione scolastica scelta e completano il percorso universitario e accademico abilitante di formazione iniziale, con oneri a loro carico. Superata la prova finale del citato percorso, i vincitori conseguono l’abilitazione all’insegnamento e sono, conseguentemente, assunti a tempo indeterminato e sottoposti al periodo annuale di prova in servizio (tali aspiranti, dunque, vengono immessi in ruolo l’anno successivo a quello di assunzione dalle GM, dopo il conseguimento dell’abilitazione).

Bisogna evidenziare che il percorso universitario e accademico abilitante di formazione iniziale è diverso per i docenti che partecipano al concorso con 24 CFU/CFA ovvero almeno 30 CFU/CFA e per quelli che partecipano con 3 anni di servizio.

Le novità nella fase transitoria
Secondo il ministro l’attuale quadro normativo concorsuale necessita di “alcune migliorie anche in relazione alla riduzione del precariato e i percorsi transitori necessari“.

“L’obiettivo è preciso – spiega Valditara: realizzare un quadro transitorio che a regime sia in grado di garantire la qualità del profilo docente e di attrarre quanti vogliano affacciarsi alla professione, garantendo il necessario rinnovamento generazionale“.

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