Riforma PNRR: nuovo reclutamento Docenti

Per il reclutamento dei docenti, il 2022 sarà un anno di importanti novità: la riforma, prevista dal Pnrr, punta a costruire un percorso che inizia dall’Università e arriva in cattedra dopo aver superato un concorso semplificato.

La Riforma del Pnrr

Il Ministero dell’Istruzione, sul sito dedicato PNRR ISTRUZIONE, spiega che l’obiettivo del nuovo reclutamento è determinare un significativo miglioramento della qualità dei percorsi educativi, per offrire a tutti i corsisti migliori livelli di conoscenze, capacità interpersonali e metodologico-applicative, nonché coprire con regolarità e stabilità le cattedre disponibili con insegnanti di ruolo.
La formazione e la sperimentazione con metodologie innovative consentiranno inoltre un processo di selezione basato non solo sul livello di conoscenza, ma anche sui metodi didattici acquisiti e sulla capacità di relazionarsi con la comunità educativa.
Una volta approvata la riforma è previsto il reclutamento, attraverso il nuovo sistema, di 70.000 docenti entro il 2024, nello specifico si prevede che nel 2022 ci sarà l’adozione riforma e per il 2024 un reclutamento di 70.000 docenti con il nuovo metodo.
Istruzione e Ricerca”: stanzia complessivamente 31,9 miliardi di euro (30,9 miliardi dal Dispositivo RRF e 1 dal Fondo) con l’obiettivo di rafforzare il sistema educativo, le competenze digitali e tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico.

Professione Docente: lauree abilitanti

Per diventare insegnante nei prossimi anni bisognerà abilitarsi, ovvero si dovranno acquisire 60 crediti universitari nel settore pedagogico. Di questi però, 24 dovranno essere ottenuti tramite tirocinio, per dare un “primo assaggio” pratico alla professione docente.
Questo vuol dire, che chi frequenta l’università per diventare insegnante dovrà acquisire obbligatoriamente questi crediti. Il percorso proposto sarebbe una continuazione del progetto delle lauree abilitanti nelle professioni sanitarie, recentemente approvato dal Parlamento.
Per la scuola secondaria significherebbe dare un percorso già indirizzato verso la docenza, quanto avviene con la scuola primaria e dell’infanzia, dove per accedere ormai è necessario avere la laurea in scienze della formazione primaria, che è già titolo abilitante per accedere ai concorsi o iscriversi in graduatoria.
In seguito, chi avrà ottenuto l’abilitazione con i 60 crediti potrà accedere ad un concorso semplificato, anche nell’ottica della riforma dei concorsi pubblici voluti dal Ministro della Pubblica amministrazione Brunetta.

Concorso Docenti: una sola prova scritta

Un concorso che dovrebbe essere strutturato con una sola prova scritta a risposte chiuse.
Chi supera il concorso passerà all’anno di formazione e prova, che prevede una valutazione finale. Se questa risulterà essere positiva si avrà la conferma in ruolo.

Docenti Precari

Al momento resta ancora da definire la situazione circa i docenti precari: secondo quanto si apprende per i supplenti con servizio alle spalle, in tema di abilitazione, si parla di uno sconto di crediti, ovvero si eliminerebbe il tirocinio, andando a raggiungere in totale dunque 36 crediti.

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